Uniti contro il Coronavirus Covid-19

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Come prevenire il contagio

Il Coronavirus circola in Italia ormai da settimane, i casi di contagio sono in costante aumento, HelpMe ha intenzione di diffondere alcune semplici raccomandazioni che tutti possono e devono attuare per contrastare tale aumento aiutando se stessi e gli altri.

  • Non uscire di casa se non ci sono motivi urgenti: il vero pericolo che rappresenta il Coronavirus non è la letalità, bensì il tasso di infettività. Quest’ultimo rischia di sovraffollate le strutture ospedaliere e compromettere la possibilità di essere curati in caso di sintomi gravi. Evitando le uscite non indispensabili si evita anche di ricevere o trasmettere il Virus. Inoltre dal 10 Marzo 2020 sono entrate in vigore molteplici norme restrittive in tutta Italia, per consultarle basta cliccare su questo link:
  • Non toccare occhi, naso e bocca con le mani: il Virus si propaga facilmente anche attraverso le superfici degli oggetti, se si toccano tali superfici ed in seguito si portano le mani al volto si rischia facilmente il contagio. Le mani sono quindi un veicolo di trasmissione, cerca anche di evitare strette di mano e di toccare superfici spesso utilizzate come ad esempio i corrimano situati nei luoghi pubblici.
  • Se presenti sintomi da contagio, non recarti al pronto soccorso, ma contatta il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica: recarsi al pronto soccorso nel momento in cui si presentano sintomi febbrili mette in pericolo le persone già compromesse per altre problematiche, oltre che aumentare le probabilità di contagio dato che si tratta di un luogo affollato. Il medico di famiglia, la guardia medica o il pediatra sono stati già informati su come operare in determinate situazioni e sono pronti ad aiutarti nel momento in cui si presentano sintomi sospetti, non esitare a contattarli.
  • Evita contatti ravvicinati, mantieni un metro di distanza: l’aria è il primo veicolo di trasmissione del Virus, anche un semplice colpo di tosse può contagiare tutte le persone circostanti se non mantengono una determinata distanza. Mantenendo almeno un metro di distanza dalle persone circostanti riduce la possibilità di essere contagiati, ma anche di contagiare gli altri.
  • Lava spesso le mani con prodotti igienizzanti: per prodotti igienizzanti non si intende solo gel a base alcolica, ma anche saponi, salviette imbevute ed altri prodotti che garantiscono una pulizia completa delle superfici dove il virus può annidarsi facilmente
  • Copri bocca e naso con fazzoletti monouso quando starnutisci o tossisci: l’unico modo per evitare il contagio tramite colpo di tosse o starnuti è quello di coprire completamente naso e bocca, evitare assolutamente di farlo con le mani. Se non si posseggono fazzoletti o prodotti simili la piegatura del gomito è efficace ed evita il diffondersi del virus nell’ambiente circostante.

Riassunto del decreto legge

Dal 10 Marzo 2020 è entrato in vigore il decreto legge che mira alla prevenzione del contagio da Coronavirus

Tutta Italia è zona di sicurezza

L’Italia TUTTA è definita «zona di sicurezza» (non si usa più il termine «zona rossa», e le vecchie «zone rosse» di Vo’ Euganeo e dei comuni del Lodigiano non esistono più) fino al 3 aprile 2020 per tentare di fermare la corsa del virus, che ha contagiato, al 9 marzo, stando ai dati forniti dalla Protezione civile, 9.172 persone, 463 delle quali sono morte (724 i guariti, oltre 700 in terapia intensiva. Non si può uscire di casa a meno che non ci siano dei comprovati motivi: il decreto parla esplicitamente di divieto di spostamento se non per «comprovati motivi di lavoro» oppure «gravi esigenze familiari o sanitarie». La linea imposta dal decreto prevede di mantenere sempre, in ogni caso, la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

L’autocertificazione

Sono vietati tutti gli spostamenti («Si deve evitare di uscire di casa», scrive il governo nel suo vademecum) e chi ha necessità di uscire di casa deve giustificarlo. Per essere esenti occorre l’autocertificazione. Si può utilizzare il modulo del ministero dell’Interno. Chi non può scaricarlo e stamparlo può copiare il testo su un foglio e portare la dichiarazione con sé. Chi deve fare sempre lo stesso spostamento può utilizzare un unico modulo specificando che si tratta di un impegno a cadenza fissa. La stessa modalità vale anche per chi ha esigenze familiari che si ripetono quotidianamente oppure a scadenze fisse e dunque può indicare la frequenza degli spostamenti senza bisogno di utilizzare moduli diversi. Ad esempio chi deve spostarsi tra i comuni per raggiungere i figli o altri parenti da assistere oppure per impegni di carattere sanitario. Se si viene fermati si può fare una dichiarazione verbale che le forze dell’ordine trascriveranno ma sulla quale potranno fare verifiche anche successive. Spetta poi al cittadino dimostrare di aver detto la verità.

Che cosa sono le «comprovate esigenze di lavoro»?

Uscire per andare a lavorare si può: basta scriverlo nell’autocertificazione. Bisogna dimostrare le esigenze che non consentono lo smart working, cioè spiegare alle forze dell’ordine, nel caso in cui si venisse fermati, che la propria azienda non fa smart working o che, per il proprio ruolo, è materialmente impossibile evitare la presenza fisica in ufficio, in azienda, in studio. Il governo scrive anche che «è comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa per il bene di tutti».

Come avverranno i controlli?

Non ci saranno posti di blocco fissi per impedire ai cittadini di muoversi, ma ci saranno controlli da parte di Polizia municipale e forze di polizia.

I figli e i familiari malati

Si può uscire per assistere un familiare malato oppure per andare a riprendere i figli in caso di separazione (un tema su cui si è espresso il presidente dell’Associazione matrimonalisti italiani Gassani, chiedendo più chiarezza su visite e frequentazione ai figli da parte dei genitori separati). Come esplicitato dall viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: «Se io abito in un’altra città e ho una mamma di 90 anni senza assistenza domiciliare che vive in una delle zone di sicurezza naturalmente posso invocare questo buon motivo per raggiungerla, anche se poi dovrò stare attento a rispettare le misure anti-contagio. Ma se i miei genitori, pur anziani, stanno bene, non potrò raggiungerli violando le zone di sicurezza perché preso dalla nostalgia di casa. Si rischia d’incorrere in una sanzione penale».

Posso uscire dal mio comune e andare in un altro comune?

Ci si può muovere, ma per le motivazioni indicate dal decreto e seguendo le indicazioni fornite qui. Insomma: se occorre andare a fare la spesa (a prendere i figli, ad assistere un familiare, etc) nel comune vicino, si può fare, portando con sé l’autocertificazione o preparandosi a spiegarlo alle forze dell’ordine a voce, nel caso in cui si venisse fermati.

Posso andare dal medico? E a fare una visita?

Certo: si può uscire per andare dal medico, fare analisi ed altri esami diagnostici, controlli. Ripetiamo però che, nel caso in cui si temesse di aver contratto il virus, non bisogna in nessun caso andare al pronto soccorso: bisogna chiamare i numeri verdi regionali. Non solo: chi ha sintomi febbrili non deve assolutamente uscire di casa. E chi risulta positivo a Coronavirus o è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire di casa.

Posso andare a fare la spesa?

Si può uscire per fare la spesa per i prodotti alimentari, dal pane in giù (i negozi di alimentari sono aperti: per questo è sbagliato, e pericoloso, affollarsi lì oggi per fare scorte) ma anche per tutti gli altri prodotti: in questo secondo caso, solo in caso di stretta necessità (se si fulminano le lampadine, s può andare al negozio sotto casa per sostituirle, insomma). I negozi saranno aperti e dunque qualsiasi compera è consentita. L’importante è mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Posso fare sport all’aperto? E un giro in bici?

È consentito andare a correre al parco (a meno che i singoli comuni non decidano di chiuderli) e fare altri sport all’aperto – come un giro in bici — purché si stia a distanza dagli altri: insomma, no a corse e giri in bici di gruppo. Ripetiamo comunque che l’appello è a minimizzare i contatti sociali, e che il premier ha esplicitamente detto che il senso dell’intero decreto si compendia nella frase: «Io resto a casa».

Ma i negozi sono aperti?

Sono aperti tutti i giorni – anche gli alimentari: ecco perché (ci ripetiamo, ma è meglio farlo) non occorre affollarsi ora nei negozi per fare scorte di cibo – ma nei centri commerciali e nei mercati devono essere chiusi il sabato e la domenica

Le farmacie sono aperte?

Sì, sono aperte. Nei centri commerciali e nei mercati sono aperte il sabato e la domenica.

E i bar? I ristoranti?

Sono aperti tutti i giorni, ma solo fino alle 18. L’attività può comunque proseguire, scrive il governo, negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Anche i pub rientrano in questa categoria, scrive il governo nel suo vademecum: «il divieto» di apertura «previsto nel decreto riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande»: quindi i pub possono continuare a vendere cibi e bevande sospendendo attività ludiche ed eventi ricreativi (musica dal vivo, proiezioni su schermi, etc). I bar e i ristoranti degli alberghi possono somministrare cibo e bevande ai clienti degli hotel anche dopo le 18.

Gli «assembramenti»

Sono vietati gli assembramenti: quindi anche all’aperto bisogna mantenere la distanza di sicurezza. Vietato stazionare davanti ai locali oppure in strada a gruppetti. La misura mira a impedire ai giovani di uscire o comunque di stare a distanza ravvicinata.

I musei, i teatri e i cinema

Sono chiusi, in tutta Italia, fino al 3 aprile .

Le scuole e le università

Sono chiuse fino al 3 aprile le lezioni. Potranno essere svolti esami e sessioni di laurea, con modalità a distanza o adottando «precauzioni» medico-sanitarie (distanza di un metro). IL ricevimento di studenti, i corsi di dottorato, i test di immatricolazione potranno essere svolti regolarmente.

I trasporti pubblici funzionano?

Sì, i trasporti pubblici funzionano: dai treni ai tram, dalle metropolitane ai bus, fino a taxi e ncc. E tutte le merci — non solo quelle di prima necessità — possono essere trasportate sul territorio nazionale. I corrieri merci e gli autotrasportatori possono lavorare, insomma, in modo regolare.

Gli uffici pubblici sono aperti?

Sì, restano aperti: e — scrive il governo — devono rimanere aperti anche se al loro interno, per difficoltà di approvvigionamento, non è garantita la presenza di gel disinfettante per le mani.

Cosa prevede il decreto su cerimonie ed eventi?

In tutta Italia sono sospese tutte le manifestazioni e gli eventi, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico. Tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali, sono sospese. Le messe e le preghiere delle altre confessioni religiose sono sospese. I luoghi di culto restano aperti, ma devono essere evitati assembramenti.

E il turismo?

Su questo punto il governo è molto chiaro: «Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio»

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